Il modello sistemico-relazionale, nella sua prospettiva costruzionista, parte dall’idea che l’identità, le emozioni e anche la sofferenza psicologica non si formino in modo isolato, ma prendano forma all’interno delle relazioni significative e dei contesti di vita. Ciò che ciascuno pensa di sé, degli altri e del mondo è il risultato di storie condivise, linguaggi appresi e significati che si co-costruiscono nel tempo a partire dalle interazioni familiari, affettive e sociali. In quest’ottica, il disagio psichico non è solo della persona che lo porta sulle proprie spalle, ma di tutto il sistema familiare, per questo motivo lo si comprende meglio osservando i legami, le posizioni reciproche e i modelli relazionali in cui la persona è inserita. Anche i sintomi possono essere letti come tentativi, spesso inconsapevoli, di mantenere l'omeostasi del sistema familiare, una coerenza relazionale e identitaria all’interno di questi schemi di significato. Il lavoro terapeutico diventa quindi uno spazio in cui esplorare e ampliare le possibilità di lettura della propria storia, favorendo nuove narrazioni e nuove modalità di relazione.